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Podcast e radio · 28 Ottobre 2026 · 2 min di lettura

Potcast: dentro la vita dei producers

Il nostro podcast racconta il lavoro di chi la musica la costruisce ogni giorno. Niente tecnicismi: storie, esperienze, visioni.

Tre persone registrano Potcast in studio, ai microfoni, con la telecamera sul cavalletto

Il nome viene da "pot", la manopola. È quello che abbiamo tra le mani ogni giorno, e ci sembrava il simbolo giusto per un podcast sul lavoro di chi la musica la costruisce.

Di cosa parla

Potcast è un viaggio nel dietro le quinte della produzione musicale. Ogni puntata ospita un producer indipendente, ognuno con il suo background: elettronica, hip hop, pop, sperimentazione. Parliamo di come lavora, di come è arrivato fin qui, di cosa significa davvero vivere di musica quando sei quello che sta dietro.

La scelta è stata chiara fin dall'inizio: niente tutorial, niente "come ho fatto questo suono". Quelli si trovano ovunque. Ci interessano le storie, i dubbi, le visioni.

Un esempio

In una delle puntate Jacopo Martini ci ha raccontato la sua idea di producer, fatta di creatività, sensibilità, linguaggio e di un risultato spesso estemporaneo. È il tipo di conversazione che volevamo: una che ti lascia con qualcosa da pensare.

Perché lo facciamo

Perché il lavoro del producer è spesso invisibile. Chi ascolta un disco raramente sa chi l'ha prodotto, come ci ha lavorato, quante versioni ha buttato. Potcast prova a dare voce a queste persone. E perché fare un podcast ci obbliga a fare quello che consigliamo ai nostri clienti: scrivere, registrare, montare, mixare, pubblicare con costanza.

Dove ascoltarlo

Le puntate sono tutte su Spotify.

Sei un producer e vuoi raccontarti? Scrivici, cerchiamo sempre nuovi ospiti.

Vuoi partecipare? Ingresso libero, con prenotazione.
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